domenica 11 novembre 2018

I grissini Sgranocchi: il nome è un verbo, ma diventa simile a un sostantivo al plurale

Sono molto buoni questi grissini. Lo so che questa informazione (un parere) c'entra ben poco con l'interesse che muove questo blog, però almeno sapete da dove vengono gli spunti e gli spuntini a volte. Osservando la confezione mi dicevo che "Sgranocchi", il nome del prodotto, è seconda persona singolare indicativo presente del verbo "sgranocchiare". Eppure in questo naming non è fondamentale rilevare questo, bensì contemplare l'effetto plurale che il naming conferisce, come se "Sgranocchi" fosse plurale di "Sgranocchio", in un universo di nomi, quello di molti prodotti del Mulino Bianco, che prevede quasi sempre il naming al plurale. Questo dato ci suggerisce una riflessione: non è importante solo il naming di un dato prodotto in sé, bensì il nome di quel prodotto all'interno dell'universo nominale della marca di cui quel prodotto rappresenta una porzione. Insomma, il naming di questi grissini è un verbo, ma nella confezione poi assomiglia più a un sostantivo inventato. Al plurale.

giovedì 1 novembre 2018

Nidoma e la valutazione e compravendita dei nomi di dominio


Lo sapevate che il dominio baby.it oppure tic.it oppure pausa.it oppure mood.it sono attualmente in vendita? E che audiolibro.it è stato venduto? Per farsi un'idea del prezzo dei domini in vendita potete andare sul sito Nidoma che offre questo genere di servizio e marketplace. Sono cose note: un prodotto, una nuova azienda, un brand dedicato, un sito di ecommerce hanno bisogno per prima cosa di un dominio dove stare e la parola o espressione che forma il dominio è la prima chiave per un buon orientamento, indicizzazione e posizionamento, insomma la buona base di partenza per la vita sul web. È curioso spulciare siti come Nidoma, ci si fa un'idea di quanto può costare una data parola o espressione associata a un .it o un .com o un .org. Poi chiaro che il sogno di tanti è trovare un nome interessante e comprare il nome di dominio per una manciata di euro, ma questo non sempre è possibile.

Come leggiamo nel sito: "Nidoma è la piattaforma che mette al centro le necessità dei domainer e offre soluzioni innovative legate alla registrazione a al domain aftermarket. Siamo esperti nei servizi di registrazione, backorder e brokeraggio domini. Grazie alla grande esperienza del nostro team e alla piattaforma innovativa di Nidoma.com siamo diventati in pochi anni punto di riferimento di domainer professionisti e di chiunque voglia trovare il giusto dominio per il proprio business. Nidoma è un brand di Namecase GmbH, un'azienda fondata nel 2011 con base a Bonn. Nel 2012 Namecase entra nel gruppo Aruba e apre la sua sede italiana a Udine." Ecco, è abbastanza chiaro come un registrar di domini possa nella sua vita avere a che fare tangenzialmente (ma neanche tanto tangezialmente, a ben vedere) con aspetti che riguardano, in ultima istanza, il nostro naming.

E il nome Nidoma stesso? È davvero interessante perché ricorda il nominare e i domini al tempo stesso. Un bel trisillabico chiaro e secco, in grado di posizionare (e tra l'altro, lo stesso naming di Aruba al quale è legato, a suo tempo fece epoca).

martedì 16 ottobre 2018

L'Accademia della Crusca fa il naming della nuova astronomia

Le scienze si trovano assai frequentemente davanti alla necessità di nominare quello che scoprono o quello che diventano. Si tratta di un momento delicato, che meriterebbe uno studio a parte, perché davvero si potrebbero scoprire modi e consuetudini del nominare che aiutano a illuminare lo stesso percorso della scienza. Il naming nelle scienze non è insomma così irrilevante e la stessa filosofia del linguaggio si interroga su aspetti sostanzialmente afferenti a questa sfera di discorsi. Nel secolo scorso, ad esempio, il proliferare di particelle scoperte dalla fisica fece sì che talvolta fosse difficile persino per gli stessi scienziati ricordare il nome di tutte. Diverso - e lungimirante - è il caso dell'Istitituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) che, come leggiamo in questo articolo di Ansa, ha interpellato l'Accademia della Crusca per trovare un nome corretto alla cosiddetta "nuova astronomia". Se finora era stata chiamata "astronomia multimessaggero" o "multi-messaggio", calco dall'espressione inglese "multimessenger astronomy", ora la versione scelta dall'Accademia della Crusca è quella al femminile, ossia "astronomia multimessaggera": piccolo intervento ma grande torsione e spostamento di visione che dimostrano senso della lingua e dell'incarico conferito. Non sempre a un incarico si deve rispondere con proposte strabilianti (succede questo anche con i restyling di certi loghi, se ci pensiamo bene). Del resto, in fin dei conti, "astronomia" è sostantivo femminile. Il motivo dell'operazione è anche legato alle ricorrenze: un anno fa si registrava la nascita della nuova astronomia "con l'annuncio di una collisione fra due stelle di neutroni, gli oggetti più densi dell'universo, osservata con una combinazione di onde gravitazionali e fotoni" ossia un'astronomia che si fonda su osservazione e interpretazione coordinata di diversi tipi di segnali "messaggeri". Il nuovo nome italiano arriva col primo anniversario: buon compleanno.

martedì 9 ottobre 2018

Il nome del ghiacciolo "Pirulo"

Lo so, l'estate è passata e con lei anche il tempo dei ghiaccioli. Però l'altro giorno, davanti a quei cartelli in metallo coi gelati che si trovano appesi fuori dai bar, mi è venuto da riflettere attorno al nome "Pirulo", lo stecco-ghiacciolo di Motta/Nestlé. Mi sembra che la parola "pirulo" sia ancora in uso nella regione in cui abito per identificare un oggetto non meglio identificato che ricorda, nella forma stretta e lunga, il ghiacciolo ritratto qui a lato. Forse quando ero piccolo mia zia usava questa parola o una molto simile per indicare il "pisellino" o un protuberanza stretta e lunga, ma non ricordo bene. Mi domandavo innanzitutto se "pirulo" è parola almeno vagamente italiana. Il dizionario Garzanti online mi avvisa che "pirolo", non "pirulo", può significare "1. (region. sett.) piccola manopola, levetta ecc. per azionare o regolare un congegno; 2. (region. sett.) piolo; 3. (mus.) bischero dim. pirolino". La "u" al posto della "o" fa simpatia? Ricorda Sbirulino? Ho fatto altre ricerche. Ad esempio il dizionario spagnolo alla voce "pirulí" parla di "lecca lecca". Siamo in zona: ghiaccioli e lecca lecca si assomigliano. In altri dizionari online, dove si ricordano anche slang e significati gergali, "pirulo" sembra prendere significati più vicini a quello che le mie tracce di memoria, perlopiù dialettali, richiamavano. Insomma, è curioso perdersi anche in queste incertezze tra naming, lingue e dialetti.

martedì 2 ottobre 2018

Il naming PHYD per The Adecco Group Italy: tra PHYSICAL e DIGITAL

Di Francesca Melli, BRAND ANGEL e del relativo operato nell'ambito del verbal branding e del naming abbiamo già parlato in un'intervista di qualche tempo fa. Oggi Francesca mi manda questo interessante comunicato che riporto in seguito. Illustra un recentissimo lavoro di naming e identità visiva per una piattaforma ideata da The Adecco Group Italy in partnership con Microsoft. Buona lettura.

Comunicato stampa

LA SFIDA
Dare un nome e un’identità visiva alla piattaforma ideata da The Adecco Group Italy in partnership con Microsoft. L’iniziativa è parte integrante del progetto di Microsoft “Ambizione Italia”, che ha l’obiettivo di aiutare 2 milioni di giovani e professionisti a sviluppare le competenze necessarie a entrare o rientrare nel mondo del lavoro. L’intelligenza artificiale è l’elemento cardine del progetto, che conta su un investimento di 100 milioni di euro ed è stato presentato ufficialmente il 28 settembre.

IL NOME DI UN LUOGO-NON LUOGO
La piattaforma sviluppata sarà un luogo fisico e digitale al tempo stesso, un luogo-non luogo in cui tracciare la mappa delle proprie skill e stabilire come incrementarle rispetto al percorso professionale che si intende perseguire.

LA FLUIDITÀ COME POSIZIONAMENTO STRATEGICO
Il posizionamento strategico tracciato dopo l’analisi del mercato e la definizione dei valori distintivi del nuovo brand afferma che: ”PHYD è lo spazio fluido delle idee, della condivisione, dell’apprendimento e del lavoro. Un luogo in cui digitale e fisico si fondono per creare un’esperienza circolare, inedita, sempre differente e proiettata al futuro”.

IL BRAND NAME
PHYD nasce dalla crasi tra PHYSICAL e DIGITAL e, nel suono fluido delle sue quattro lettere, esprime una dimensione che non c’era, che passa con naturalezza dallo spazio fisico a quello digitale, collegandoli e potenziandoli. Il suono, inoltre, suggerisce anche il concetto di FEED, termine che esprime sia l’idea di “nutrimento” sia quella di “aggiornamento”.

LA BRAND IDENTITY
Il segno gioca sulla doppia natura di PHYD, sul suo essere cioè immateriale e reale, e proietta l’immagine di un muro che può essere letto anche come un video.
Il segno dà solidità alla composizione, ma non la chiude, al contrario la trasforma, permettendole di declinarsi in modi diversi.
La tavolozza dei colori è vibrante e comprende tinte dalla personalità determinata.

IL RISULTATO
Il nome e la brand identity di PHYD fanno emergere il marchio dalle sigle delle varie Factories e dei Think Tank già esistenti, sottolineandone la novità e l’unicità.

Milano, 2 ottobre 2018

sabato 29 settembre 2018

Il naming di The Hoop, agenzia integrata di comunicazione, marketing e fotografia. Un'intervista


Come si può leggere a lato, tra le varie collaborazioni di alce naming, c'è quella con l'agenzia di comunicazione The Hoop. Le risposte all'intervista che segue ripercorrono sinteticamente le tappe di questa collaborazione e di questa scelta.


- Per quale motivo avete deciso di "risolvere in esterno" la questione del naming di una nuova agenzia integrata di comunicazione?
Lesigenza è nata per limpossibilità di dare il giusto tempo alla scelta del nome, che ritenevamo comunque prioritaria, poiché totalmente assorbiti dalle pratiche e dai lavori per lavviamento della nostra nuova realtà. Agevolati dal fatto di conoscere personalmente Alberto, la scelta è stata piuttosto rapida, così come la definizione del briefing, chiaro e dettagliato il più possibile per cercare di circoscrivere le possibilità e ridurre il tempo per la decisione. 

- Quali sono state le fasi più critiche del processo di scelta del nome?
Sicuramente il mettere daccordo tutti su un singolo nome! Le svariate proposte che erano state fatte, prima dellassegnazione del lavoro a un professionista, non avevano condotto a granché. Dopo, la questione principale è stata veicolare le preferenze su una scelta che soddisfasse tutti, chi più chi meno, e tracciasse una linea da seguire anche a livello comunicativo. 

- Perché ha "vinto" Hoop alla fine? Anzi, perché "The Hoop" con l'articolo determinativo?
Ha vinto Hoop perché, tra le proposte di Alberto, è stata quella che ha raccolto più consensi sia allinterno del gruppo di lavoro costituente la nuova agenzia, sia nellindagine svolta con familiari, amici e professionisti dellambiente sul gradimento dei nomi. Larticolo determinativo è stato un rafforzativo voluto dal nostro direttore creativo, che a ragione ha sostenuto che questo dettaglio differenzia dalla massa e ci consente, tra laltro, di avere un taglio più internazionale e particolare. Il sound, poi, è decisamente accattivante. Le altre proposte di Alberto che ci avevano colpito erano wok, use, brillo e jam, ciascuno per motivi diversi. Il significato di hoop è anche quello che meglio ci identifica, ovvero un circolo di professionisti, uniti sotto la stessa egida. Poi hoop è anche il canestro nello sport, una nostra passione comune 

- Avete scelto un nome dal respiro internazionale. Questo fatto sta alla base anche di una vostra visione del futuro della vostra agenzia? 
Siamo già presenti sul territorio non solo locale, lambizione a fare qualcosa di più grande e in ambito internazionale è stata discussa e posta sul piatto; qualora si presentassero delle opportunità in tal senso, un nome internazionale sicuramente ci potrà agevolare in fase di presentazione e di conoscenza. 

- Qual è il punto di vista sul naming quale servizio da offrire e eventualmente integrare nel vostro ventaglio di servizi?
Troppo spesso ci confrontiamo con aziende molto strutturate, con prodotti innovativi e comunicazione di alto livello che entrano sul mercato con nomignoli buttati qua e là, senza alcun senso Purtroppo limportanza di un nome - inteso come spiegazione, rappresentazione e titolo di un oggetto/brand - viene spesso lasciata da parte, in primo luogo per assenza di conoscenza e di stimolo su questo argomento, e in seconda battuta perché questa attività va a intaccare il budget. E spiegare la differenza tra un nome azzeccato e un nome sbagliato non è così facile, neanche per unagenzia.

martedì 25 settembre 2018

La matrice PLUS. Your naming plus


Oggi un post pratico legato alle situazioni in cui mi sono trovato coinvolto in sessioni di naming. Illustrerò la matrice PLUS.

La matrice PLUS è uno strumento proprietario che ho realizzato anni fa come facilitatore di scelta nelle situazioni in cui mi è stata chiesta una collaborazione in ambito naming (si veda anche la lista delle collaborazioni).

Serve a chi si occupa del naming in sede di presentazione finale della shortlist di nomi candidati (da 7 a 10 nomi, solitamente) al cliente. Lo strumento può e deve avere un forte potere persuasivo nei confronti del management dell’azienda. Si tratta di un espediente grafico che consente la rapida e intuitiva visualizzazione d’insieme della forza di un nome da tutti i punti di vista rilevanti ai fini del suo utilizzo. Il suo utilizzo è indicato nelle situazioni di maggiore indecisione sulla shortlist.


La matrice è composta da un quadrato il cui centro rappresenta lo zero e le cui semidiagonali, dal centro ai quatto vertici, rappresentano la totalità del punteggio realizzato da un nome candidato nei parametri P-L-U-S.


I vertici-parametri del quadrato sono meglio descritti di seguito:


Ppositioning: riflette l’adeguatezza del nome al posizionamento ricercato.

L linguistics: contempla tutti gli aspetti linguistico-semiotici, le associazioni e le evocazioni positive.
Uuse: è la spia dell’utilizzabilità di un nome da una preliminare analisi legale e di anteriorità.
Ssound: valutazione dell’impatto sonoro del nome, del suo potere evocativo e della sua memorabilità.


Nome candidato: X
Note per nome X: configurazione tipica che potrebbe presentare un nome molto descrittivo, non molto originale dal punto di vista linguistico (L) e fonico (S), ma efficace dal punto di vista (P) e assai difendibile legalmente (U). Tale denominazione forse non spiccherà, ma sarà comunque pienamente valutabile.

Nome candidato: Y
Note per nome Y: esempio di denominazione buona da tutti i punti di vista ma meno difendibile di altre dal punto di vista legale (U). Se la denominazione in questione dovesse essere (per ipotesi) tra le preferite della shortlist potrebbero essere auspicabili e necessarie ulteriori verifiche legali con il fine preciso di interpretare lo scenario legale che si potrebbe presentare.

Nome candidato: Z
Note per nome Z: esempio che potrebbe essere la situazione tipica di un nome di fantasia, di pura fonetica, magari apparentemente e inizialmente debole sul versante del posizionamento (P) ma fortemente incisivo sugli aspetti linguistici (L) e fonici (S) e sicuro dal punto di vista legale (U). Per questo si tratta di una denominazione comunque raccomandabile. Un nome del genere solitamente il posizionamento se lo crea nel tempo, con altri apparati di comunicazione, proprio perché libero, positivo, utilizzabile.

La linea bianca che congiunge i punteggi realizzati è il “diagramma di salute” di un nome candidato. Ne consegue che il nome perfetto da tutti i punti di vista (quasi impossibile da raggiungere nella realtà) presenta tale linea coincidente con il perimetro del quadrato stesso. L’utilità dello strumento è infine la valutazione della “quadratura” di un nome candidato: più la linea bianca tenderà a coincidere con il perimetro del quadrato, più saremo di fronte ad una denominazione sicura. Si tratta di un sistema che va usato con rigore perché diventa strategico nella delicata fase della ricerca della denominazione definitiva. Come detto il suo utilizzo è indicato solo nelle situazioni di maggiore indecisione sulla short-list.



© 2015 – Alberto Cellotto


martedì 18 settembre 2018

Ancora sui titoli di libri (stavolta con Andrea De Carlo)

"Il nuovo, imperdibile romanzo di Andrea De Carlo, al suo grande “debutto” con La nave di Teseo" diceva lo strillo della newsletter della casa editrice arrivata alla casella di posta. D'accordo, si capisce da come ho iniziato il post: confesso che quanto ha fatto vedere sinora questa casa editrice non mi è sembrato particolarmente interessante. Chiaramente ho letto solo qualcosa di un catalogo che è diventato in poco tempo vastissimo, ma ognuno ha delle simpatie, anche in ambito editoriale. Di De Carlo ricordo un titolo di successo, Due di due, preso e letto molti anni fa nella collana "Miti" di Mondadori. Ora, con questo Una di Luna, mi sembra che si sia fatto leva su quel successo e sulla memoria di quel titolo per dare un titolo al nuovo libro che costituisce il debutto per la casa editrice. Fin troppo evidente è la (minima) distanza tra "Due di due" e "Una di Luna". Struttura simile, con piccola variazione: "Una di Luna" si avvicina davvero a un "Una di *una". Credo che queste dinamiche si siano palesate nel momento della scelta del titolo che, come si sa, nell'ambito dell'editoria, ha sempre qualche potenziale e ricaduta sulla percezione e vendita di un libro (il titolo è il product naming dell'editoria, in fondo). Gli esempi sono molteplici e interessanti diventano anche le vicende dei titoli tradotti, ma questa è un'altra storia.

lunedì 10 settembre 2018

Epic fail o adattamento? Coca-Cola e il rebranding di Fuze Tea nella Svizzera tedesca

Un milione di franchi, a tanto ammonta il costo dell'operazione di rebranding dell'iced tea di Coca-Cola Fuze, una marca che inizia a farsi notare anche nel panorama italiano da qualche tempo, in un mercato vivace qual è quello delle bibite alternative da consumare fresche. Il punto è presto spiegato: il brand "Fuze", che intende essere una parola-nome che evoca gusto, frutta, mescolanza, così come scritto, con la lettera "z", nella Svizzera di lingua tedesca evoca le parti intime femminili. Chiaramente, in una situazione del genere, ci avviciniamo a uno dei classici casi di epic fail del naming. In questo caso però non si può però parlare di epic fail, perché il brand "Fuze" esiste da molti anni, dal 2000, e la crescita importante della marca ha attirato l'attenzione di Coca-Cola circa una decina d'anni fa, quando il colosso acquisì il brand nel suo portafoglio, già ricco di marchi. Il problema con la Svizzera di lingua tedesca si riscontra pertanto solo nel momento in cui il brand si espande e migra altrove. È più corretto quindi parlare di rebranding con adattamento (tra l'altro, secondo la pagina Wikipedia linkata sopra, il marchio "Fuse" è adottato come alternativa anche in Turchia). E la Germania? Lì quella parte intima femminile si pronuncia con la "o" e per tale motivo non si è optato per un rebranding anche in quel paese.

lunedì 3 settembre 2018

Come chiamare la carne di laboratorio ovvero il punto sulla "clean meat"

Il mondo cambia velocemente, le abitudini alimentari anche e sono spesso nel cono d'attenzione. Questo fatto comporta necessità di ridefinizione semantica anche nel mondo del business e del consumo. Abbiamo già visto il caso del "sapone non sapone", e ora anche un articolo di "Wired" pone il problema di come chiamare qualcosa che ha tutte le caratteristiche chimiche e magari organolettiche della carne ma che non è la solita "carne prodotta da macellazione" che si è soliti acquistare e consumare, insomma, la carne creata in laboratorio, la "clean meat". In questo contesto tralasciamo il punto di vista chimico, che ci dice che una porzione di carne macellata e una porzione di "clean meat" possono essere identiche e concentriamoci sull'aspetto del processo di produzione e, conseguentemente, su quello della vendita e del consumo di queste due diverse porzioni. Qui, come sempre, starà il nostro accento e il nostro punto di vista. Si tratta di qualcosa di curioso: il linguaggio ordinario deve inventare il nome che non esiste, sostituendosi a qualcosa di ben sedimentato nell'immaginario alimentare mondiale (deve inventare una product category). In questo scenario chi primo arriva potrebbe inventare il brand che dà il nome alla nuova categoria merceologica, come è successo tante volte con prodotti innovativi. Ma qui ci stiamo avvicinando a un problema che sembra più sostanziale e generalizzato: se da sempre la carne è carne, come chiamare qualcosa che può essere chimicamente e magari anche dal punto di vista organolettico identico alla carne ma che è stato prodotto senza l'uccisione di animali? Nella foto accanto, un recente libro di Paul Shapiro intitolato Clean Meat: How Growing Meat Without Animals Will Revolutionize Dinner and the World che affronta proprio questo tema al quale abbiamo accennato. Il punto è se si imporrà la dicitura "clean meat" oppure se assisteremo all'affermarsi di una nuova dicitura per la categoria di prodotto, che inevitabilmente diventerà una sorta di brand.

giovedì 16 agosto 2018

DAZN e l'importanza della pronuncia del nome

"DAZN is the world's first truly dedicated live sports streaming service. Available on Smart TV, mobile devices & more." Questo in sostanza il servizio di cui gli sportivi sentono parlare da tempo, nelle pubblicità di aeroporti, in TV, su web. Lo spot che gira in questi giorni indugia sulla pronuncia. Si può dire che è uno spot costruito attorno al naming e alla sua pronuncia. È probabile che, nel lanciare questo servizio in paesi come l'Italia, quelli di DAZN si siano posti il problema di un nome così ostico, con quell'incontro di consonanti difficile alla fine, Z+N. Per togliersi ogni dubbio guardiamo il video dello spot, con Paolo Maldini che viene puntualmente istruito. Questo esempio ribadisce la fondamentale questione della pronuncia di un nome, tanto fondamentale che si può pensare di costruirci attorno uno spot (e non è certo la prima volta che questo accade).