domenica 3 agosto 2014

Il sapore di certi nomi: la colla Artiglio

L'altro giorno cercavo una colla e mi sono imbattuto in questo prodotto che non avevo mai notato. La colla Artiglio. Da deformato quale sono l'ho notato anche per il nome, oltre che per il lettering del logo e la grafica della confezione, e poi - ammetto - ho acquistato il prodotto, anche perché sembrava fare al caso mio. Ho pensato che qualcuno potrebbe definire un'operazione di naming del genere di sapore "vintage". Può darsi. E può anche darsi che nomi del genere abbiano appeal solo per certe fasce anagrafiche, diciamo dalla mia in su. Sta di fatto che il nome "Artiglio", oltre a comunicare bene un concetto di "presa salda", presenta un sapore naturale di cose antiche. Ecco: il sapore dei nomi. Non bisognerebbe mai dimenticare che il nome si vede, si legge e si pronuncia con la bocca, la lingua, il palato e i denti attraverso un flusso d'aria. E quindi, in buona sostanza, non è così sbagliato dire che un nome ha anche un sapore. Sarebbe curioso sperimentare questo nome "Artiglio" in una veste grafica più moderna, valutarne la tenuta e le percezioni in un contesto diverso da quello appunto "vintage" che soprattutto la confezione gli conferisce. Entriamo allora nei rapporti tra naming, branding e packaging. Insomma, non è mai un lavoro facile quello che ha a che fare coi nomi e con le marche.

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